Egregio Direttore, con la presente rassegno le mie dimissioni dall'Ufficio Rilevazioni Speciali, con effetto dal primo del mese prossimo. Prendo servizio qui nel 1987. Nei trentun anni trascorsi ho prodotto duecentoquattro carte in scala 1:25.000 di territori che l'Ufficio mi indicava e che, come entrambi sappiamo, non esistono. Ho disegnato la Valle di Sarin con i suoi quattro mulini. Ho dato un corso al fiume Abbe, e l'ho fatto girare attorno a una collina perché un fiume che gira attorno a una collina è più credibile di un fiume dritto. Ho messo sei case dove ne bastavano due, perché un paese di due case non resiste all'inverno. Non ho mai chiesto a cosa servissero quelle carte. Mi era stato spiegato, il primo giorno, che la domanda non rientrava fra le mie mansioni, e ho trovato la cosa ragionevole: un cartografo misura, non interroga. Le chiedo soltanto una cosa, e la chiedo fuori dal protocollo. Nell'archivio, al faldone 112, c'è la carta della Valle di Sarin nella revisione del 2009. In basso a destra, dove va la firma, c'è una casa che non mi era stata assegnata. L'ho aggiunta io. Ha un orto sul retro e una strada sterrata che non porta da nessuna parte, come succede alle strade vere. Vorrei che nelle prossime revisioni quella casa restasse. Non è una richiesta che posso motivare secondo criteri tecnici. Con osservanza, R. Montalto Cartografo di prima classe
Lettera di dimissioni di un cartografo
Si licenzia chi disegnava mappe di posti che non c'erano. Dalla collezione di apertura.
Prompt
Scrivi la lettera di dimissioni di un cartografo che ha passato la carriera a disegnare mappe di luoghi inesistenti per un ente pubblico. Formale, dignitosa, con un'unica crepa verso la fine.